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Sanità

Nuovi turni di 12 ore giornaliere? No grazie. USB P.I. Sanità Piemonte: contrari a qualsiasi turnazione lavorativa che superi l'attuale

Torino,

Le criticità di questo incremento orario previsto nell’accordo integrativo dell’ASL di Torino, causeranno stress lavoro correlato (dl. 81/08), un aumento del rischio di errori e genera una discriminazione, perché chi non aderisce a questa turnistica (sperimentale) viene escluso dalla possibilità di lavorare in quella determinata struttura, creando, così un reparto "bloccato".

Comprendiamo la necessità dei Lavoratori di aumentare il magro salario e i giorni di riposo accettando turnazioni pari alle 12 ore giornaliere, ma vogliamo sottolineare che questa mercificazione del lavoro e del proprio tempo libero, genererà uno stress e stanchezze che impediranno l’utilizzo ottimale del proprio tempo libero, oltre a ledere le proprie capacità.

Questo potrebbe generare un aumento del tasso di malattia ovvero un’assenza improvvisa, dove la copertura del turno verrà effettuata da apposito accordo (da noi non firmato).

Non parliamo poi delle conseguenze di una turnistica che non prevede regole certe sul calcolo dei periodi di malattia o di permesso L.104, determinando casi in cui alcuni potrebbero trovarsi in debito di monte ore.

Sono previste le “prestazioni aggiuntive” per coprire assenze non programmate, che verranno pagate con i soldi del fondo, senza prevedere risorse anch’esse aggiuntive.

Questa indennità, rende bene l'idea della mercificazione del lavoro, dove baratti il tuo tempo, il tuo riposo, la tua salute in cambio di denaro. NO GRAZIE.

Non si baratta salute e sicurezza per denaro, anche perché queste scelte avranno grosse ripercussioni in merito all' assistenza erogata da persone stanche e stressate che, dopo 12 ore di lavoro possono avere un calo di concentrazione e conseguentemente commettere errori.

Sicuramente tutti vorrebbero e dovrebbero guadagnare di più, ma questo obiettivo va conquistato con rinnovi contrattuali dignitosi, dando il giusto valore al lavoro di tutte/i noi.

La soluzione per superare il sovraffollamento dei DEA a causa alla carenza di posti letto, determinata dai continui tagli ai finanziamenti della sanità, non può essere l'aumento dell'orario di lavoro, ma vanno fatti opportuni rifinanziamenti per aprire nuovi reparti, nuovi ospedali e una programmazione opportuna di personale equamente distribuito.

Diffidiamo fin da ora possibili interventi dell'azienda, che non deve vincolare le prossime auspicate e cospique assunzioni alla costruzione di una “squadra” destinata ad avviare questa nuova “turnistica sperimentale”. Non abbiamo bisogno di pochi schiavi, ma di tanti lavoratori!

Tutti i reparti sono in sofferenza di organico, compresi gli ambulatori, dove per "abitudine aziendale", si trovano a lavorare persone con limitazioni, part-time, prescrizioni, legge 104 etc ; una seria programmazione del personale deve considerare anche questo aspetto, per non creare inutili discriminazioni.  Vigileremo per avere nuove assunzioni distribuite in maniera uniforme in tutti i reparti che presentano criticità organiche.