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Vigilanza

Vigilanza, dove la contrattazione fallisce interviene (per fortuna) la magistratura

Roma,

La società di vigilanza privata Mondialpol decide di aumentare di 200 euro lordi le paghe mensili dei propri dipendenti impiegati nelle attività di portierato (operatori fiduciari).

No, non siamo in presenza di una società virtuosa e nemmeno di un imprenditore magnanime. È soltanto il risultato dell’intervento della magistratura che alcune settimane fa aveva sottoposto l’impresa ad amministrazione giudiziaria a seguito delle accuse di sfruttamento e caporalato. Questo aumento salariale ha consentito la revoca dei provvedimenti giudiziari.

Gli operatori fiduciari, come ormai noto, sono soggetti da anni a retribuzioni indegne, frutto di una contrattazione collettiva – ad opera di Cgil Cisl Uil e Ugl – che ha determinato paghe incostituzionali e sotto la soglia di povertà.

Solo in occasione dell’ultimo e controverso rinnovo contrattuale è stato raggiunto un adeguamento-elemosina che ha portato le retribuzioni dai 950 euro a poco più di 1000 euro lordi mensili.

Nonostante questo esiguo adeguamento, la società ha deciso di integrare ulteriormente i bassi salari.

Questo ci dimostra che i margini di profitto di alcune imprese della vigilanza sono così alti da poter assorbire tranquillamente tali aumenti senza intaccare la loro redditività.

Non possiamo che essere lieti di apprendere che i lavoratori e le lavoratrici dipendenti di Mondialpol riceveranno un aumento retributivo, ma rimane tangibile l’inefficienza e l’inadeguatezza dei soggetti sindacali che non sono riusciti ad ottenere miglioramenti per la categoria anche dopo oltre 7 anni di contrattazione.

Appare evidente che sono le procure e la magistratura a dover sanare il cattivo lavoro di questi sindacati che negli anni hanno prodotto solo povertà contrattuale e salariale.

A questo punto ci domandiamo:

  • Come possiamo pensare di lasciare nelle mani di questi soggetti la determinazione di una retribuzione giusta ed equa?
  • Possiamo ancora accettare che siano loro a determinare un salario minimo, come proposto dal governo e dalle forze di maggioranza?

Visti i disastrosi risultati e le conseguenze prodotte negli ultimi trent’anni, la soluzione è certamente quella di sottrarre a queste organizzazioni il potere di impoverire ulteriormente milioni di lavoratori e di determinare per legge un salario minimo orario.

Per noi di USB il minimo è 10 euro l’ora con un meccanismo di adeguamento reale dei salari all’inflazione. Questo è anche il contenuto della nostra proposta di Legge di Iniziativa Popolare.

In questo modo si potrà garantire una retribuzione adeguata per la categoria.

Parimenti, e per garantire adeguate tutele ai lavoratori, proponiamo una Piattaforma Contrattuale Alternativa da presentare alle Associazioni Datoriali.

Serve un salario minimo e vere tutele.

Consulta e sottoscrivi la PIATTAFORMA CONTRATTUALE ALTERNATIVA.

USB Vigilanza