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Editoriale

Gli Stati Generali dell’Economia producono il distanziamento politico: la Questura di Roma vieta le manifestazioni a Villa Pamphili

Nazionale,

Un vasto arco di forze politiche, sociali e sindacali ha indetto una mobilitazione per la mattina di sabato 13 giugno nei pressi di Villa Pamphili, dove è previsto l’incontro promosso dal governo Conte denominato Stati Generali dell’Economia.

La Questura di Roma ha deciso però di spostare la manifestazione a chilometri di distanza, nel cuore del quartiere Monteverde, vietando di fatto la possibilità di manifestare nei pressi del vertice. Una scelta inaccettabile che conferma e inasprisce una linea di gestione dell’ordine pubblico tutta italiana. Siamo infatti l’unico paese al mondo dove è impedito di manifestare nei pressi dei palazzi del potere.

Da anni a Roma è prassi della Questura autorizzare solo manifestazioni che quantifichino i partecipanti: in quella piazza si può manifestare in 100, in quell’altra in 50 e via dicendo, imponendo il rispetto dei numeri comunicati.

E tutto questo da molto prima che il Covid-19 arrivasse a fornire un comodo alibi a una modalità tanto illegittima quanto priva di senso, poiché è molto difficile per chi organizza una manifestazione stabilire in anticipo il numero di quanti aderiranno.

Adesso però si opera un salto di qualità, non è più una questione di numeri o di distanziamento sociale: gli Stati generali non vanno disturbati, stop.

Del resto il programma dell’assise è già tutto scritto nelle 121 slide preparate dal gruppo di tecnici guidati da Colao: un progetto redatto su misura per Confindustria e le grandi imprese e che si inscrive perfettamente nelle linee guida stabilite dalla Banca d’Italia e dai commissari dell’Unione Europea.

Il resto è solo contorno e deve servire a mettere in bella mostra un progetto di spartizione dei 173 miliardi, dando la sensazione che si stia progettando il rilancio del paese piuttosto che un enorme esproprio ai danni della cittadinanza.

Contro tutto questo era organizzata la mobilitazione di sabato mattina, sulla quale è calato il veto della Questura.

Ci chiediamo e chiediamo, in primis al ministro dell’Interno e alla sua amministrazione, alle forze politiche, sociali e civili, se nella Costituzione Italiana sia stato introdotto l’obbligo del distanziamento politico.

 

p.il comitato promotore

Unione Sindacale di Base